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Design sostenibile

Design sostenibile
Vi proponiamo oggi un articolo interessante sull'eco-design, dove la creatività è sinonimo di ecologia e sostenibilità!
Ecologia e sostenibilità non sono più solo una moda. Sono una realtà fatta di attenzione allo spreco di risorse e di creatività con importanti implicazioni sociali.

Fino a qualche anno fa vedere un allestimento in materiali di recupero, o in cartone suscitava reazioni contrastanti. Da un lato lo stupore, la meraviglia, dall’altro una certa sufficienza, bollandoli come “undergroud” o provocazione fine a se stessa. In parte era vero, ma nel tempo abbiamo assistito alla nascita di un vero e proprio movimento, una corrente creativa che poneva in primo piano un impegno sociale, un messaggio di sostenibilità: e lo faceva con progetti e prodotti belli, utili, funzionali.

L’eco-design, possiamo definirlo così, nasce da profonde riflessioni sociali ed economiche, cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle potenzialità del riciclo, del km 0, del riuso, ma soprattutto propone soluzioni e idee che sono di fatto oggetti con una propria dignità. Soprattutto il cartone, che deriva dall’utilizzo in campo di comunicazione e promozione, attraverso packaging ed espositori che sono contenitori, media pubblicitario ed espositore (tutti noi li vediamo quotidianamente nei grandi supermercati e centri commerciali), diventa un materiale nobile, plasmabile e funzionale, alla stregua delle materie plastiche, del legno e del metallo. Merito soprattutto della continua ricerca ed innovazione tecnologica, ma anche della creatività che designer e produttori immettono nella creazione di prodotti sempre più accattivanti, resistenti, flessibili.

Negli anni siamo passati dalle sedute usa e getta a sistemi di arredamento completi, destinati non solo al mondo degli allestimenti fieristici e delle esposizioni temporanee ma al residenziale, al contract.

Nelle prossime pagine proponiamo una serie di prodotti, idee e soluzioni che utilizzano questo aspetto creativo di sostenibilità superando il limite del “precario” e del “temporaneo”, diventando oggetti di uso quotidiano, belli da vedere e personalizzabili al 100%: si, perchè uno degli aspetti più interessanti di questi materiali (e del cartone in particolare) è proprio la possibilità di creare pezzi unici, piccole serie, prodotti seriali; flessibilità!

Se dunque nelle prossime pagine potrete trovare risposta alla domanda “cosa?”, concentriamoci ora sul “come?”, scoprendo le materie prime, le tecnologie che vengono utilizzate e le possibilità che offrono.

I materiali
Volendo parlare in senso ampio, potremmo definire eco o sostenibili tutti quei materiali che si offrono da un lato al riciclo a fine vita, o che vengono realizzati proprio con materiali di recupero. In questo senso è quasi impossibile riuscire a fare un elenco: il recupero può essere qualsiasi cosa, dalla vecchia bicicletta che diventa un portavasi alle bottiglie in plastica che diventano sculture, lampade o qualsiasi cosa la fantasia ci permette di immaginare.

In realtà qualcosa di più possiamo evidenziarlo: tra i materiali più apprezzati e utilizzati il legno è certamente in primo piano, sia perchè naturalmente biologico, sia perchè lavorabile e plasmabile in modo relativamente semplice. Se poi parliamo di recupero e riciclo, allora cassette di frutta, bancali (pallet) e vecchi mobili diventano una risorsa preziosa, che attraverso ingegno e creatività prendono nuova vita e svolgono nuove funzioni. Tecnologie tradizionali come seghetti, vernici e colle e chiodi fanno il resto.

Nel caso del cartone, invece, dobbiamo necessariamente fare un discorso più ampio. Non si tratta di recuperare vecchi scatoloni, ridipingerli e riassemblarli in modo diverso (anche se si può fare naturalmente, seguendo il discorso di prima), ma di pensare al cartone come un materiale vero e proprio, con i propri limiti ma anche le proprie caratteristiche.

Innanzitutto non possiamo non partire dalla considerazione di base: quando parliamo di cartone per indicare il materiale con cui costruire mobili, espositori e oggetti, non ci riferiamo al classico cartone di scatole e scatoloni (cartone ondulato). Parliamo di cartone strutturale, vale a dire con una costruzione a celle (detto infatti anche cartone alveolare) con due superfici planari di finitura. La tipologia di cella e lo spessore dei pannelli offrono diverse prestazioni, rigidità e robustezza.

Fonte: Redazione Style-Different.com

 

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